Progetto Musica

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La musica scandisce e abita in varie forme i momenti e le attività educative di Arcipelago.

Vi sono quattro proposte nei percorsi:  Apriti Sesamo, Altri suoni, Quasi diesis, Favolando.

 

  • Apriti sesamo

E’ un attività di canto corale che coinvolge il PLC (Passi Lenti nel Castello, gruppo di ragazzi che compongono delle canzoni) e tanti altri utenti del centro. Livio scrive con i compagni i testi delle canzoni poi le musica,  i brani vengono successivamente condivisi con tutte le persone che frequentano il centro e diventano la colonna sonora  dell’Arcipelago.

Questo laboratorio educativo si apre spesso al territorio  e mette insieme tante realtà.  Di recente i protagonisti di questo laboratorio sono stati coinvolti in un concerto al Cinema Pax  con i supercori di Arsène DUEVI  e il suo quartet a Cinisello. I musicisti Giovanni Falzone, Roberto Zanisi, Tete Da Silvera Arsène Duevi e cento cinquanta Coristi tra cui venti utenti dell’Arcipelago hanno eseguito le canzoni di Livio Cattaneo. Tutta la struttura si è mobilitata per realizzare questo evento importante.

 

  •  Altri suoni

Propone un viaggio di scoperta di nuovi orizzonti e generi musicali a venti utenti. Si risale nel tempo alla genesi  del genere, si guarda la metamorfosi dei suoni e stile nella storia: I volti, le canzoni, gli autori, i gruppi noti. Il viaggio si conclude con dei momenti di ricerca e di ascolto delle musiche al Centro Pertini di Cinisello.

 

  • Il Quasi diesis

Il gruppo Plc (Passi Lenti nel Castello) allargato ad altri utenti si reca ogni anno alle scuole Paisiello per un percorso di teatro e musica con gli alunni delle medie. Il lavoro svolto viene portato in scena spesso nella settimana del Lions di Cinisello. Le parole e musiche e arrangiamenti sono farina del sacco dei partecipanti: gli alunni e i ragazzi dell’Anffas.

 

  • Favolando

Attività di creazione e racconto di fiabe rivolta alle scuole dell’infanzia, materne, e elementari.

I ragazzi dell’Anffas inventano delle favole e musiche fiabesche. Il lavoro viene arricchito e sviluppato insieme ai bambini. Si costruisce in condivisione una fiaba musicata. Tutto è possibile; non ci sono limiti alla fantasia. Ogni persona del gruppo fa accadere delle cose strane nel fantastico mondo del racconto. I rumori, i suoni strani con la voce, con il corpo ecc…

Concludiamo ogni anno gli incontri con uno piccolo spettacolo.

Il presupposto affinché avvenga la comunicazione, o meglio le basi per la nascita di una relazione tra due soggetti, è il linguaggio. L’operatore o l’educatore comunica e cerca di entrare in relazione attraverso un linguaggio alternativo a quello tradizionale. Le categorie classiche del linguaggio ovvero il parlato, lo scritto, ecc. sono a vari livelli compromessi a seconda della gravità della diagnosi della persona disabile mentale. L’operatore si trova spesso spiazzato; si dimena, rilancia il suo input, ascolta, ricompone e riorganizza il contenuto della sua comunicazione, cambia codice, riflette sulla risposta, aspetta, carica di senso il silenzio, guarda e scruta la persona in cerca di una risposta, di un indizio per capire, e quando arriva il feedback, il più delle volte si torna a capo. La musica si inserisce prepotentemente in questo quadro ermetico tra operatore e persona disabile mentale, un mezzo alternativo per aggirare e scavalcare il muro, e non solo, un mezzo, un opportunità per entrambi, un ponte per venire in contatto ed interagire per valorizzare la persona

Guardando alla persona, sono un educatore musicista e non un musicista educatore. 

La musica è un mezzo alternativo valido per perseguire dei fini educativi.
Il mio intento non è fare la musica fine a se stessa ed accanirmi, ma creare e stimolare una relazione per mezzo della musica. Destrutturare il linguaggio musicale ed essere in grado di cogliere al di là dell’altezza dei suoni la timida mano tesa della persona disabile verso di me. Trovare uno spazio che consenta alla persona di esprimersi, di venire fuori.

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