Animazione in Martinelli

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Arcipelago gestisce da Gennaio 2011 il Servizio di animazione e di terapia occupazionale presso RSA MARTINELLI a Cinisello B.mo.

 La proposta animativa Arcipelago: la centralità del rispetto nei confronti degli ospiti

Il percorso individuale proposto ad ogni ospite presente nell’ RSA  Martinelli è improntato al  rispetto della  persona  e  a partire dal riconoscimento della sua soggettività e capacità di autodeterminarsi.

L’autonomia individuale non è qualcosa che si perde una volta per tutte ma può essere continuamente rinnovata  anche all’interno della esperienza animativa : l’offerta dell’animazione, pur nella differenziazione di proposte è modellata sulle esigenze individuali e può incontrare anche la possibilità, da parte dell’ospite, di una risposta negativa. La capacità di autodeterminazione di ogni soggetto può infatti esprimersi con un accoglimento parziale o limitato delle proposte , sarà cura dell’animatore ricercare un rapporto personale e attraverso questo  promuovere  il riconoscimento reciproco ospite – animatore e favorire lo sviluppo di progettualità comune.

A  partire da questi principi fondamentali  il lavoro di animazione deve puntare a garantire nel lavoro quotidiano gesti, comportamenti ed espressioni  “produttori di rispetto” .[1]

Cosa si intende per “lavoro di animazione”?

E’ un lavoro che produce cura, che richiede un alto contenuto di relazione, destinato alla persona e finalizzato al suo benessere complessivo.

E’ un lavoro costituito da alcune dimensioni che contribuiscono a definirlo in sé:

Una dimensione fisica e materiale

Il lavoro di animazione rimanda alla creatività, alla fantasia, all’innovazione e “al fare”. Ma la creatività, la fantasia, l’innovazione, il fare sono beni che si sviluppano dove il pensiero di chi opera è ricco di trame concettuali dense ma aperte al nuovo, e dove il modo di organizzarsi ha punti di riferimento che permettono di intraprendere un cammino, seguirne l’evoluzione, essere disponibili agli imprevisti, non aver paura delle svolte necessarie.

Una dimensione organizzativa

Il lavoro di animazione è un lavoro che richiede lo svolgimento di determinate sequenze che riguardano la persona e l’ambiente che la ospita, all’interno di un progetto che coinvolge altre persone con ruoli e funzioni differenti. Progetto che richiede una valutazione sottile dei risultati in termini di gradimento, di benessere e di eventuale miglioramento della persona con cui si lavora.

Gli animatori sono presenti in struttura dal lunedì al venerdì e alla domenica in occasione di venti speciali. Le attività sono organizzate secondo uno schema settimanale che può variare rispetto agli interessi e ai bisogni degli ospiti:  l’attività mattutina si svolge prevalentemente ai piani e questo permette  sicuramente un incontro individuale con gli ospiti, anche quelli allettati.

Ogni animatore è referente dell’attività di animazione di due piani: questo consente agli ospiti e alle loro famiglie di identificarlo come figura di riferimento e, al contempo, permette all’animatore di  sviluppare una conoscenza approfondita dell’ospite stesso.

I pomeriggi sono dedicati alle attività di animazione nei saloni e nel parco della Residenza. Le attività pomeridiane sono diventate anche un appuntamento per i parenti degli ospiti, che spesso seguono e partecipano attivamente alle iniziative proposte.

Una dimensione emotiva

La funzione dell’animatore è abilitare ad intrecciare relazioni, individuare risorse e competenze che possano rispondere ai problemi, rimandare alle professionalità che hanno competenze specifiche per far fronte ai problemi di natura psicologica e psichiatrica.

Importante e non solo innovativo è  il passaggio dal fare in prima persona al mobilitare risorse, con riferimento alle risorse forse impensate degli anziani, a quelle degli altri operatori e, infine, a quelle del territorio circostante, dai parenti e dagli amici degli anziani, ai volontari nel servizio di assistenza o nelle attività culturali e ricreative. Compito dell’animatore è attivare processi che portano a motivare le persone e i gruppi, a incontrarsi tra loro, a coordinarsi in un progetto che valorizzi le competenze di tutti.

 

Le attività di animazione proposte della Cooperativa Arcipelago si dividono in tre macro gruppi:

 

Attività di arricchimento culturale

  • Lettura e cultura Tra l’attualità e la fantasia
  • La Voce nel Tempo Un viaggio nella memoria attraverso la fotografia
  • Posto in platea- Cineforum L’arte da ascoltare, raccontare e ricordare
  • Protagonisti alla scoperta Uscite strutturate sul territorio di Milano e hinterland
  • Caffè sensoriale Uno spazio di ritrovo dove poter promuovere un dibattito su temi diversi legati ai 5 sensi insieme ai giovani e ai bambini

 

 

Un primo gruppo di attività intende porre gli anziani a contatto con il fluire della cultura, con le intuizioni a cui gli uomini del passato e di oggi si sono ispirati per dare risposta alle sfide.

All’interno di questo gruppo possono esserci attività  rivolte alla memoria del passato, all’inserimento curioso e critico del presente, alla proiezione nel futuro.

La memoria del passato, la sua ricostruzione mediante mostre, lettura di testi  e riviste specifiche, visite ai musei, vecchi e nuovi film, raccolte di proverbi o altre espressioni artistiche del senso attribuito alla vita, fanno dell’animazione un modo per radicarsi nella cultura locale, per coglierne le ricchezze e le ambivalenze.

L’inserimento nel presente avviene a livello informativo, attraverso quegli strumenti che permettono di conoscere il mondo di oggi con le sue conquiste e le sue sconfitte aiutando ad andare oltre letture moralistiche per immergersi in letture di tipo esperienziale, ma anche a livello operativo, con le attività manuali che permettono di appropriarsi di nuove competenze artigianali.

La sensibilità infine verso il futuro si esprime nel parlare del mondo di oggi, nell’entrare in contatto con i giovani, nel realizzare nuovi progetti per ridire con le proprie parole e con i propri linguaggi quel che si è vissuto, raccontarlo a sé e ad altri e infine riviverlo simbolicamente in una cena, in una festa, in una gita con quanti vi hanno preso parte.

 

Attività socializzanti, ricreative e creative

  • Cantiamo insieme! Le nuove stelle della III gioventù
  • Laboratorio teatrale “Sei personaggi in cerca d’autore”
  • Tombola e giochi cognitivi Allenamenti per la mente
  • Laboratori artistici Percorsi di espressività artistica, ceramica, creta, decoupage, cucito e oggetti in feltro
  • Animazione musicale Note per suonare, suoni per ascoltare
  • Beauty Farm La dote dell’ambizione
  • Ballo e musica Danziamo sulle note della memoria
  • Fragole a merenda Laboratorio di orto-coltura e fioricoltura

 

Un secondo gruppo riguarda attività specifiche che stimolano le funzioni necessarie per la conservazione dell’autonomia, le capacità residue, le potenzialità espressive, intellettive e relazionali dei residenti. Questi interventi di animazione cercano di coinvolgere e attivare i partecipanti, ciascuno secondo le proprie capacità, di farli sentire protagonisti, di dare loro la possibilità di esprimere la propria individualità, di riconoscersi parte significativa di un tutto.

Attraverso le attività proposte si cerca di permettere agli ospiti di vivere spazi ricreativi all’interno della giornata, sia con modalità informali che utilizzando attività strutturate.

Il gioco, il ballo, il canto, il teatro non sono solo distrazione ed intrattenimento, ma vanno a stimolare, recuperare o riconsolidare le capacità mnemoniche e a nutrire le relazioni interpersonali tra ospiti.

 

Attività specifiche e individualizzate

  • Terapia della bambola Terapia non farmacologica per la gestione dei disturbi comportamentali
  • Multi sensorialità Esperienze sensoriali che hanno la funzione di stimolare i sensi primari senza l’esigenza di produrre una attività intellettuale.
  • Facciamoci compagnia Attività di incontro con gli ospiti allettati
  • Benvenuto alla Martinelli Attività di accoglienza dei nuovi ospiti
  • Attività religiose: Santa Messa, Rosario, Attività di ordine religioso
  • Ginnastica dolce: un altro modo di mantenersi in forma

 Un terzo gruppo prevede attività specifiche che hanno l’obiettivo di riconoscere all’anziano che presenta deficit cognitivi o motori la competenza a contrattare e a decidere: in questo modo può avere la possibilità di realizzare il proprio Progetto di vita. Al centro di queste proposte animative è posto sempre il benessere dell’ospite e questo permette di evitare il senso di inutilità provato e di prevenire disturbi comportamentali.

Queste attività  prevedono l’articolazione di interventi mirati e diversificati in collaborazione con    altre figure professionali.

[1] Lo studioso Richard Sennet ha introdotto il concetto di rispetto a partire dalla metafora di un concerto.  Una partitura musicale è ben eseguita quando i due musicisti interpretano insieme la partitura musicale esaltando l’uno le capacità musicali dell’altro. Un concerto bene eseguito, scrive Sennet, offre un esempio positivo dell’arte di trattare con rispetto il bisogno dell’altro quando si agisce insieme.

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