i Semibelli, catering solidale

Stampa

I SEMIBELLI, catering solidale

“…Non si è mai trattato semplicemente di “fare i camerieri” e regalare strette di mano sorridenti ma di provare ad allestire, servire, smontare anche quando i piedi fanno male e si è arrabbiati, delusi o tristi… quando un bel viso incanta mentre si regge una caraffa piena… o quando l’agitazione prende il sopravvento mentre si serve… non è solo un lavoro ma una sfida lanciata ad ognuno di loro perché ciascuno trovi benessere e viva così occasioni di tempo, spazi, persone, situazioni che aiutino il più possibile a scoprire cosa possiamo fare…”

Il progetto proposto è uno spazio di sperimentazione in cui tentare di unire competenze e passioni personali con richieste professionali nell’ambito della ristorazione. Il fine quello di rendere il “lavoro” possibilità di crescita per realizzare al meglio sé stessi, anche quando sono presenti disabilità e fatiche. Pertanto il percorso si configura come spazio di costruzione flessibile e soggettivo in cui ogni partecipante possa imparare alcuni compiti che lo valorizzino e quindi non imparare per forza a fare tutto!

L’approccio utilizzato è quello di stimolare l’apprendimento possibile, mediante RAGIONAMENTO e non la memorizzazione di procedure e modalità,  che rischiano di diventare meccaniche e spersonalizzanti. Stimolare il ragionamento significa mettere la persona con disabilità in grado di sperimentare, creare, cambiare, modellare la richiesta data finché non diventi propria, cioè finché non sia padroneggiata e quindi diventi competenza. Competente vuol dire  prima di tutto “responsabile”, cioè in grado di assumere, svolgere e portare a termine compiti e percorsi il più possibile in autonomia, personalizzando il proprio operato, senza che sia quest’ultimo ad omologare la persona.

DESTINATARI: persone che presentano un quadro di ritardo mentale medio – lieve, problematiche relazionali ed emotive, difficoltà motorie lievi; la finalità principale è la valorizzazione di autonomie operative ed emotive utili al mantenimento del benessere psico-fisico delle persone disabili coinvolte.

 

SVOLGIMENTO DEL PERCORSO:

a) PROPEDEUTICA AL SERVIZIO: laboratorio settimanale in cui sperimentare operativamente le varie modalità di servizio al pubblico, utilizzando i differenti strumenti del lavoro di cameriere -barista. Spazio di condivisione di riflessioni, pensieri ed emozioni sul percorso in atto; rielaborazione delle esperienze di lavoro vissute.

– Apprendimento di gestualità, movenze ed espressioni verbali consuete attraverso attività manuali varie, svolte con strumenti di lavoro idonei al servizio.

– Valorizzazione e mantenimento di abilità acquisite.

– Organizzazione ordinata e autonoma degli spazi e degli ambienti di lavoro.

– Rinforzare e consolidare nel tempo le abilità sperimentate attraverso attività individuali e di gruppo per migliorare le competenze legate al servire.

– Favorire uno stile personale e creativo nel “servire”, affinché ogni partecipante trovi una propria linea e sviluppi specifiche competenze.

– Promuovere un gusto estetico personale.

– Gestione emotiva del lavoro: svolgere il proprio operato in maniera adeguata contenendo i propri stati e fatiche emotive. Convivere in maniera equilibrata con le proprie fatiche, frustrazioni e limiti, con aspettative e desideri. Trovare comportamenti e strategie utili al fine di portare avanti il proprio compito di fronte a difficoltà e imprevisti.

 

 b) GESTIONE DELL’EVENTO

– Capacità di svolgere in maniera soddisfacente il proprio compito.

– Gestione il più possibile autonoma della propria componente emotiva.

– Gestione adeguata dell’imprevisto

– Tenuta del compito e continuità di servizio.

– Capacità di relazionare con il gruppo di lavoro in maniera adeguata:

– Capacità di rapportarsi al cliente correttamente

 

ORGANIZZAZIONE PERCORSO

Sono previste due situazioni  con differenti finalità ma simili rispetto all’organizzazione e la gestione del lavoro:

– il laboratorio pubblico è pensato come situazione occasionale, creata “ad hoc” per mantenere continuità del lavoro con il pubblico, a sostegno di un percorso emotivo costante.

– l’evento pubblico viene commissionato da enti esterni o dalla Cooperativa d’appartenenza in collaborazione con Catering professionali.

Il lavoro è suddiviso in tre aree che scandiscono la tipologia di attività e le tempistiche di lavoro. Le persone coinvolte nel progetto non devono partecipare obbligatoriamente a tutti e tre i momenti di lavoro, ma saranno coinvolte gradualmente a seconda delle competenze e dei desideri espressi da ognuno.

1 Allestimento: attività di organizzazione di piccoli e/o grandi spazi di lavoro; creazione di ambienti ordinati e belli, gradevoli per gli ospiti e graditi ai camerieri.

– Posizionamento di oggetti, cibi e bevande utile a un servizio comodo e agile per i camerieri e accogliente per gli ospiti;

– Differenziazione di piccoli spazi e degli oggetti a seconda del loro utilizzo;

– Organizzazione del grande spazio: spostamento tavoli, sedie, tovaglie… e dello spazio dei tavoli,  posate, bicchieri, tovaglioli…

– progettazione e creazione di oggetti e materiale di allestimento e successiva realizzazione.

 

2 Servizio: attività di cameriere da sala e/o buffet. Servizio di caffetteria semplice.

– Mettere in gioco abilità manuali di servizio fine, quali: servire i piatti adeguatamente, rispettare le distanze fisiche, la posizione degli ospiti, servire cibi e bevande, sporzionare, gestire la macchina del caffè…

– Agire le regole precedentemente condivise del “buon servizio” e del galateo, per esempio: ” si servono sempre prima le donne…non si mettono le dita nei piatti…non servo agli ospiti ciò che cade per terra…”

– Gestire la propria stanchezza e le proprie fatiche emotive accorgendosene e trovando comportamenti adeguati verso sé e verso gli altri.

– Mantenere continuità e attenzione durante il servizio.

 

3 Sbarazzamento e riordino locali: attività di pulizia e riordino locali e materiali.

– Utilizzare accuratamente il materiale di lavoro

– Riconoscere la differenza tra ciò che è pulito e ciò che è sporco (oggetti grandi, piccoli, tessuti, la propria divisa…)

– Collocare utensili e oggetti negli appositi contenitori, differenziandoli

– Pulire e riordinare lo spazio di lavoro (linea e sala), cercando di ricostruire l’ambiente iniziale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *